Parco Agrisolare: il bando per il fotovoltaico nelle aziende agricole e agroindustriali

Il Parco Agrisolare è uno degli strumenti più rilevanti per sostenere la transizione energetica del settore primario italiano. Il programma finanzia l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende agricole e agroindustriali, con la possibilità di integrare interventi di bonifica dell’amianto, isolamento termico e ventilazione delle coperture.

L’obiettivo è duplice: ridurre i costi energetici delle imprese e contribuire alla decarbonizzazione del comparto agricolo e agroindustriale, migliorando al contempo la qualità e la sicurezza delle strutture produttive.

In questo articolo trovi una guida completa e aggiornata, basata sui criteri tecnici dell’ultima edizione del bando, utile per capire chi può accedere, quali interventi sono ammessi e come prepararsi in anticipo all’apertura dello sportello.


Cos’è il Parco Agrisolare e perché è strategico

Il bando Parco Agrisolare incentiva la produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico nel settore agricolo, senza consumo di suolo, poiché gli impianti sono installati esclusivamente sulle coperture di fabbricati strumentali.

I principali vantaggi per le imprese sono:

  • riduzione dei costi energetici e maggiore indipendenza dalla rete;

  • miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;

  • valorizzazione del patrimonio immobiliare aziendale;

  • contributo concreto agli obiettivi di sostenibilità ambientale.


Soggetti beneficiari del bando Parco Agrisolare

Possono accedere alle agevolazioni:

  • Imprenditori agricoli, sia individuali che societari;

  • Imprese agroindustriali;

  • Cooperative agricole ai sensi dell’art. 2135 c.c. e relativi consorzi;

  • Soggetti in forma aggregata (ATI/RTI, reti d’impresa, Comunità Energetiche Rinnovabili – CER).

Sono invece esclusi i soggetti esonerati dalla contabilità IVA con volume d’affari annuo inferiore a 7.000 euro.


Interventi ammissibili: fotovoltaico, accumulo e bonifica amianto

Il Parco Agrisolare finanzia interventi integrati, progettati per migliorare contemporaneamente la prestazione energetica e la qualità delle coperture.

Impianti fotovoltaici su tetto

Sono ammessi impianti fotovoltaici con:

  • potenza compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp;

  • installazione su coperture di fabbricati strumentali;

  • inverter, software di gestione e monitoraggio;

  • materiali, posa in opera e costi di connessione;

  • sistemi di accumulo (batterie), se previsti.

Interventi complementari sulla copertura

È possibile abbinare al fotovoltaico: rimozione e smaltimento di amianto/eternit; demolizione e ricostruzione della copertura; isolamento termico del tetto;sistemi di ventilazione della copertura.

Questi interventi migliorano la sicurezza, la durabilità e il comfort degli edifici agricoli, aumentando il valore complessivo dell’investimento.


Contributo a fondo perduto: intensità dell’agevolazione

Il bando prevede un contributo a fondo perduto, con percentuali differenziate in base all’attività svolta:

  • fino all’80% per aziende attive nella produzione agricola primaria;

  • fino all’80% per aziende che effettuano trasformazione di prodotti agricoli;

  • fino al 30% per la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli;

  • fino al 30% per produzione primaria senza vincolo di autoconsumo.

Per le casistiche con contributo al 30%, l’intensità può aumentare: +20% per piccole imprese; +10% per medie imprese; +15% per investimenti in zone assistite ex art. 107.3.a TFUE.


Spese ammissibili e massimali di costo

Il bando stabilisce tetti di spesa tecnici ben definiti:

  • 1.500 €/kWp per impianti fotovoltaici;

  • +1.000 €/kWh in caso di installazione di sistemi di accumulo;

  • fino a 700 €/kWp per rimozione amianto con demolizione e ricostruzione delle coperture.

Sono inoltre ammissibili: progettazione; asseverazioni tecniche; predisposizione della domanda; direzione lavori e collaudi (se affidati a soggetti esterni); IVA, se non detraibile.

Le spese diventano ammissibili dal giorno successivo alla presentazione della domanda.


Quando esce il bando Parco Agrisolare

Entro fine febbraio è prevista:

  • la pubblicazione del regolamento operativo;

  • la comunicazione ufficiale della data di apertura dello sportello.

Come nelle precedenti edizioni, le risorse sono assegnate con procedura a sportello: arrivare preparati è determinante.


Come prepararsi per aumentare le possibilità di finanziamento

In vista dell’apertura del bando, è strategico attivarsi subito per:

  • raccogliere preventivi dettagliati;

  • verificare la potenza installabile (6–1.000 kWp);

  • effettuare la diagnosi delle coperture (amianto, isolamento, ventilazione);

  • predisporre tutta la documentazione tecnica e amministrativa.

Una domanda completa, coerente e tecnicamente solida può fare la differenza nei primi giorni di apertura dello sportello.


Parco Agrisolare: un’opportunità concreta per la bioedilizia e l’agricoltura sostenibile

Il bando Parco Agrisolare rappresenta un’opportunità concreta per le aziende agricole e agroindustriali che vogliono investire in fotovoltaico, efficienza energetica e sostenibilità, riducendo al contempo i costi di gestione.

Prepararsi per tempo significa massimizzare il contributo ottenibile e trasformare un obbligo di adeguamento strutturale in un investimento strategico per il futuro dell’impresa.

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